{"id":5596,"date":"2021-02-28T14:31:37","date_gmt":"2021-02-28T13:31:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.frequenzaitaliana.it\/?p=5596"},"modified":"2021-02-28T14:31:37","modified_gmt":"2021-02-28T13:31:37","slug":"ermal-meta-si-racconta-prima-del-festival-per-la-prima-volta-a-sanremo-con-una-ballata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.frequenzaitaliana.it\/ermal-meta-si-racconta-prima-del-festival-per-la-prima-volta-a-sanremo-con-una-ballata\/","title":{"rendered":"Ermal Meta si racconta prima del Festival: “Per la prima volta a Sanremo con una ballata”"},"content":{"rendered":"
Ermal Meta torna<\/strong> al Festival di Sanremo <\/strong>con\u00a0Un milione di cose da dirti<\/em><\/strong> e nell\u2019incontro stampa ha raccontato di cosa parla il brano: “L\u2019ho scritta tre anni fa, stavo attraversando un periodo particolare, era da poco iniziata la carriera da solista e la mia vita era piena di piccole e grandi scosse d\u2019assestamento. Avevo un blocco emotivo e interiore e l\u2019unica cosa che potevo fare era quella di scrivere una canzone per liberarmi. La definisco una canzone d\u2019amore verticale che parte dal basso e cerca di salire, una semiretta che non sai dove va a finire. Dal punto di vista concettuale mi sono basato su Anna e Marco che nel finale sono andati via insieme ma dove sono andati? Questo non lo sapremo mai ma hanno potuto almeno sognare. Mi piace l’idea di un finale aperto. Non ho mai portato una ballata a Sanremo e volevo farlo”<\/em><\/p>\n La canzone presentata al Festival fa parte del nuovo album\u00a0Trib\u00f9 umana<\/em><\/strong>, nato immaginandosi pubblico in platea: “Ho una voglia immensa di portarlo dal vivo, mi sono messo nei panni dei miei fan e ritengo che siano brani potenzialmente cantabili a squarciagola. C\u2019\u00e8 molta ricerca nei suoni, una commistione di cose diverse. Il titolo mi \u00e8 venuto in mente una volta che ho finito ascolto tutte canzoni. Da sempre l\u2019uomo tende a stare insieme, una trib\u00f9 la definisco l\u2019anima che unisce persone che vivono in uno stesso ambiente”<\/em>.<\/p>\n Nella serata delle cover canter\u00e0 Caruso di Lucio Dalla, scelta perch\u00e9 una sfida ardua che vuole affrontare<\/strong>: \u00a0“Ho scelto Caruso, la canzone che tutti mi hanno sconsigliato di fare, perch\u00e9 cerco sempre di andare controcorrente, preferisco misurarmi con i miei limiti. Magari sbaglier\u00f2 per\u00f2 ci voglio provare. Mi sono messo al piano e ho registrato la cover, l\u2019ho mandata a Diego Calvetti e ho chiesto a lui un arrangiamento degno della grandezza del pezzo. Li ho suggerito di farla con dei mandolini perch\u00e9 rappresentano la napoletanit\u00e0.\u00a0 Preferisco la serata delle cover a quella dei duetti perch\u00e9 sono canzoni conosciute da tutti, il pubblico si concentra sull\u2019interpretazione. Se ci fosse stata obbligatoria la serata con ospite probabilmente avrei voluto Bersani o Zampaglione”<\/em>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div>