Sono sempre stati attenti al sociale, provocatori, veri nei loro testi e c’era da aspettarselo anche in questo nuovo singolo ma non ci sia abitua a chi fa del buon rock e parla di attualità con stile e classe.
Questi sono gli Zen Circus, ormai da vent’anni, e continuano ad avere ancora tanto da dire.
Per questa nuova creatura hanno scelto di affiancare a loro uno degli attori più bravi degli ultimi anni, Claudio Santamaria, protagonista di un intermezzo recitato che conferisce pathos e poesia a 118, numero da chiamare spesso purtroppo di questi tempi.
In realtà l’ambulanze che corrono a sirene spiegate di cui parla la canzone non sono quelle della pandemia ma di un sostrato sociale vittima da più tempo di diseguaglianza, mancanza di tutele, protezioni e vicinanza da parte dello Stato.
Da impalcature fragili, morti sul lavoro, ubriacature e alcolismo una volta finito il massacrante turno quotidiano al cantiere, disperazione, risse, sangue versato insieme a bibite bevute nel peggior bar della provincia.
Questo brano, per cronaca, è stato escluso dal Festival di Sanremo 2022.
Amadeus ha puntato sull’amore in un periodo in cui il conflitto tra le parti civili è alle stelle.
Comprensibile e rassicurante la sua scelta ma è un peccato che la buona musica impegnata sia rimasta fuori dalla Riviera ligure.
Torna dopo due anni Anastasio e conferma di essere tra le penne migliori del panorama musicale italiano, in grado di unire rappato al cantautorato vecchio stile. La batteria e la chitarra acustica dominano l’arrangiamento del nuovo singolo contaminato da un leggero sintetizzatore nel ritornello che rende il tutto più radiofonico e attuale. L’artista campano ci racconta uno spaccato di vita, la sua vita mettendo a nudo i suoi sentimenti consapevole di quanto sia più facile cercare di rinunciare ad affrontare le proprie emozioni, sia le più piacevoli come l’amore che le più dolorose.
Non sono pronto per questo mondo canta nelle due strofe, un mondo in cui il reale e il virtuale si incontrano e spesso combaciano al punto che annegare in uno schermo è diventato un esercizio quotidiano dal quale non si riesce più a liberarsi.
Tra le voci più amate del panorama musicale italiano, in grado di affondare in sonorità internazionali e di essere convincenti sia in inglese che nella nostra lingua. Elisa in oltre venti anni di carriera ha saputo sempre rinnovarsi e rimanere credibile e Seta anticipa un nuovo percorso musicale che poi porterà al suo ritorno sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo 2022.
Prodotta da Dardust e scritta insieme a Davide Petrella, Seta è un inno all’amore descritto come pulsione che ci fa vivere, quando un bacio ci fa volare e ci fa passare ogni paura di non essere ricambiati. Sullo sfondo una sera in discoteca, un incontro, un viaggio, il cantare e il ballare male come simbolo di lasciarsi andare. Un testo studiato e curato nei minimi dettagli che valorizza la vocalità di Elisa, mai così a fuoco dai tempi di Se piovesse il tuo nome.
Niente è il nuovo singolo di Eleonora Mangano, cantautrice di Prato da poco trapiantata a Brescia. Un trasloco prima immaginato e poi realmente avvenuto, dato che la canzone è stata da lei scritta un anno fa e il trasferimento in terra lombarda è avvenuto poco più di un mese fa. Una guarigione allo stesso modo auspicata ma all’epoca ancora da ottenere.
Affrontare il tema del disturbo alimentare non è un’operazione semplice, specialmente se a cantarlo è chi l’ha vissuto sulla propria pelle ma Eleonora lo fa con rispetto verso se stessa, senza fronzoli e con l’autenticità di una persona che spera che con la sua testimonianza si possa accendere un faro su un problema che ancora non è molto terreno di dibattito nell’opinione pubblica. La psicoterapia è la via che la Mangano ha scelto per liberarsi dal vuoto, psicologico prima che fisico, che l’affliggeva. La base è prettamente acustica con un cantato lineare e che non accenna ad alzare la voce nemmeno nel ritornello.
C’era molta attesa per il ritorno discografico di Coez, alla prima grande prova dopo l’exploit degli ultimi anni iniziato con La musica non c’è e proseguito con altre hit che hanno scalato le radio e raccolto certificazioni. Volare segna un ritorno alle origini in termini di sound con barre rap incastonate su basi che attingono a vari generi, tra cui il rock in Wu-Tang, che si presta molto alla dimensione live.
Troviamo anche un campionamento di Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano e ci vuole coraggio a prendere un brano che rappresenta un mostro sacro della nostra musica d’autore. Tante le collaborazioni con colleghi della scena rap tra cui Neffa, Salmo, Massimo Pericolo, Guè Pequeno e Gemitaiz come se Coez volesse distaccarsi dall’etichetta indie che li è stata appiccicata addosso per identificarsi invece in un mondo sonoro più crudo e dominato dalla parola.
Giorni felici è il titolo del nuovo singolo di Giorgio Poi, che insieme a I pomeriggi, anticipa il nuovo album del cantautore. Il brano prende spunto dal nuovo fumetto di Zuzu e che porta lo stesso nome. Il connubio tra musica e fumetto ha portato a una canzone onirica che sviluppa il tema della fuga con molte immagini di cavalleresca memoria, tra frontiere invalicabili e romanticismo.
Giorni Felici è una commovente ballata dove la chitarra scandisce una poetica intrisa di ricordi di momenti per evadere dalla realtà. Dedicami un’ora dei tuoi giorni felici è la dichiarazione d’amore contemporanea di chi desidera soltanto vedere un sorriso sul volto di chi ha dovuto nascondersi e armarsi fino ai denti per difendersi. Come Giovanni Truppi insieme a Niccolò Fabi, torna questo connubio tra favola e sentimenti.
Il ritorno del Blasco con Siamo qui. Fan in delirio per la title-track del nuovo album del rocker emiliano, una ballata esistenziale che continua la scia della poetica che l’artista porta avanti da anni: siamo pieni di guai e ci poniamo domande alle quali non sappiamo rispondere, degli interrogativi eterni che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni e che sono sullo sfondo delle emozioni che proviamo, delle esperienze che facciamo.
Proteggersi da un mondo che mette in primo piano l’apparenza, nascondersi dall’esibizionismo imperante, ricercare la nostra essenza anche grazie alla musica che ci aiuta a guardarci dentro e a riflettere. Vasco c’è ed è partito il riscaldamento anche in vista di un tour, Covid permettendo, da grandi numeri nei principali festival del Paese la prossima estate.
Ultimo pubblica Niente, singolo che anticipa l’attesissimo nuovo album di inediti dal titolo Solo che uscirà il prossimo venerdì.
Una ballata molto sentita che parte piano e voce con un testo davvero ispirato e ben scritto e un cantato che spesso abbraccia il parlato e che manifesta rabbia senza rinunciare a trasmettere emozioni.
Nel ritornello, come da consueto, esplode la voce del cantautore romano, poggiandosi sulla batteria che subentra e accompagna i tasti del pianoforte che fanno da appoggio all’arrangiamento.
Sogni, specchio per riflettere su stesso, rabbia, riflessioni sulla vita, rifugiarsi nella musica: c’è il succo della vita del giovane artista che ha raggiunto il successo all’improvviso e che deve fare i conti con i mostri quotidiani che continuano a farli compagnia.
Tra gli artisti più internazionali del nostro panorama, in grado di attingere a generi e mondi musicali diversi, di creare un immaginario che lo contraddistingue e lo avvicina a sonorità latino-americane, senza sfociare nel reggaeton.
Ma è l’Africa il continente prediletto del nuovo disco di Mannarino dal titolo V, come si evince dai primi due singoli in scaletta, un inno al cosmopolitismo e a un popolo discriminato ma ricco di cultura, di costume e di tradizioni secolari.
In un mondo dominato dal caos e dalla logica la soluzione viene individuata nella musica e nell’istinto primordiale del ballo che viene spontaneo dall’ascolto dei brani.
Questo quinto album è forse il più politico del cantautore romano, un grido di libertà e di fiducia nell’uomo. Sentirlo dal vivo sarà come fare un viaggio nel mondo chiudendo gli occhi e restando fermi, la contaminazione è totale e ben venga!